Intervista a Elena Cocchi

Intervista Elena Cocchi 16/02/2019

Irene: Buona sera a tutti, benvenuti da Ecce Libro, vi ringrazio per la vostra presenza. Sono Irene, una studentessa di lettere qui all’Università di Ferrara e collaboro con Argentodorato ormai da qualche mese. Stasera sono qui per presentarvi Elena Cocchi, una nostra autrice. Elena ci parlerà del suo libro, Gli Arcangeli della Sefira, libro che ho trovato molto interessante, perché se all’inizio può sembrare un po’ estraneo al nostro pensiero, al nostro modo di vedere il mondo, può invece risultare un valido aiuto se si riesce a entrare nella materia. Non voglio però dire altro e lascio la parola a Elena che si occupa di naturopatia e bioenergia; la prima domanda che mi viene da farle è: quali sono i suoi argomenti di studio?

Elena: I miei argomenti di studio sono molteplici. Nasco come analista contabile, ho usato l’analisi della contabilità per passare poi a tutto quello che è informatica e grafica editoriale, nel frattempo ho avuto bisogno, per necessità mie di salute, di capire perché mi si presentavano determinate situazioni fisiche e affettive. Ho iniziato quindi ad appassionarmi a tutto ciò che può essere empatia, bioenergia, contatto con la natura, con le piante, soprattutto elaborazione e pulizia dell’albero genealogico. Abbiamo molte situazioni che derivano dalla Sefira, l’albero della vita, che si traspone sull’albero genealogico. Alla fine ho fatto un grande lavoro su di me perché avevo bisogno di calmare la rabbia, gli eccessi e tutto quello che era sintomo di possibili malattie e possibili stadi terminali. Iniziai a fare bioenergia, appunto, per iniziare a capire e lasciare andare determinate situazioni.

Irene: Lei ha nominato la Sefira. Ci vuole parlare della Sefira e degli arcangeli?

Elena: Gli arcangeli sono un’entità positiva della quale però esiste anche il contraltare, gli arcangeli neri. Abbiamo in noi la Sefira, albero della vita, e la Qlifoth, albero della morte, tema del mio secondo libro che si aggancia a questo. L’albero della vita è l’energia, le caratteristiche che noi possiamo avere quando scendiamo nell’incarnazione sulla Terra. Nella Cabala sono soltanto due gli angeli, o arcangeli. Man mano che scendiamo dai vari pilastri prendiamo delle caratteristiche di queste entità. Quando siamo all’inizio della nostra nascita è come se memorizzassimo tutto per cercare poi, nelle nostre esperienze, quell’energia, quella spiritualità, quella fede che viene da questo albero.

Irene: Come è entrata in contatto con gli angeli per la prima volta? Come è nato questo suo interesse?

Elena: Chiamarlo interesse sarebbe carino. Ti cito una frase del film Transformer, io guardo parecchi film di questo tipo perché ci sono sempre dei messaggi; c’è una frase di Optimus Prime che dice: “Sam molto di rado il destino ti dà la possibilità di decidere la chiamata”. Io, purtroppo o per fortuna, ho avuto la possibilità di entrare in contatto con loro fin da subito, fin da piccola, soprattutto dopo la morte di mio nonno. Sinceramente parlando, non mi sono mai interessata più di tanto, avevo un’idea di vita completamente differente, pian piano però hanno iniziato a farsi sentire sempre più forte e, a un certo punto, sono stata costretta a cedere perché ho capito che hanno bisogno di qualcuno che sulla Terra, non dico tramandi perché sarebbe eccessivo, però divulghi delle possibilità, delle capacità che tutti noi abbiamo; è molto importante per loro che noi riusciamo a realizzarci come persone. La cosa che mi dicono sempre è: “Cerca di volerti più bene, cerca di amarti, perché se ti ami mandi un’onda di energia talmente elevata al di fuori di te che attiri delle situazioni positive”. Quindi tutto quel caos che adesso c’è, e se fate attenzione caos è l’anagramma di caso, sono tutte delle sincronicità che attiriamo; il nostro toroide di energia, quindi quell’energia che noi abbiamo a forma di otto che è sia davanti che dietro, attira delle situazioni, ed è proprio in virtù dell’albero genealogico, che è un derivato dell’albero della Sefira, che noi dobbiamo iniziare a pulire le nostre radici con tanto amore, devozione, comprensione e soprattutto perdono, prima verso noi stessi, poi verso di loro. Solo così riesci a cambiare tipologia di energia.

Irene: Noi pensiamo sempre agli angeli come qualcosa che ci protegge, ma non sono solo questo.

Elena: Ci proteggono, ci indirizzano, ci danno anche delle bacchettate. Capita che ogni tanto mi sgridino, quando sto facendo una cosa che non dovrei fare. Sono delle vere e proprie energie, hanno un ordine, una forza, mai prepotente, ma sempre giusta. Ti danno soprattutto la possibilità di interagire con libero arbitrio e di fare anche i tuoi errori, ma non ti giudicano mai, non diranno mai “te l’avevo detto”, ma “aggiusta il tiro” e la prima cosa che ti chiedono è: “Hai capito la lezione?”, perché se capisci la lezione passi allo step successivo altrimenti continui a ripetere la situazione finché non arriva la botta che ti fa dire “cavolo, stavolta ho capito!”

Irene: Quando entra in contatto con gli angeli, quali sono le sensazioni, le emozioni che prova?

Elena: La prima cosa che mi chiedo sempre è: “Perché io?”. Non è facile essere catapultati in un mondo del genere, la gente poi ti reputa strana, schiva, si attacca perché spera sempre di avere delle risposte o un tornaconto, c’è dell’invidia. Sono situazioni un po’ pesanti da affrontare per un essere umano, ma quando apro il canale, il tunnel, di solito c’è mio nonno che è la mia guida primaria che mi fa da ponte, la prima cosa che si sente è il silenzio, questa calma, questa pace, come se tutto si fermasse, ma il tempo continua ad andare avanti in questa situazione refrattaria di calma, di tranquillità, di pulizia, di estremo amore che ti coinvolge.

Irene: Quindi avviene solamente se noi decidiamo di accettarlo?

Elena: L’amore loro ce l’hanno sempre. Quello che dicono sempre è: “Mettetevi in contatto con noi attraverso la preghiera, la meditazione, la musica”. Non so se delle volte vi capita di sentire sempre determinate frasi nelle canzoni, quello magari è un messaggio, fate attenzione alle parole. Delle volte capita, durante le costellazioni, che stai liberando un morto e improvvisamente i cellulari che sono spenti si accendono; in quel momento lì si è liberata l’energia ed è uno stato di purificazione non più terreno, ma ultraterreno. Loro utilizzano la luce e io molto spesso ho delle luci a intermittenza. Ti fanno trovare dei soldi. Affrontavo un periodo di difficoltà, ero senza macchina e dovevo pagare il biglietto del treno e anche tutto quello che serviva, cibo e queste cose qui. Dalla stazione al posto di lavoro ho trovato nel giro di 2 giorni, 100 euro. Sono rimasta basita.

Irene: L’esperienza più inaspettata riguardo la loro manifestazione?

Elena: Direi a 6 anni quando è morto mio nonno. Mentre dormivo mi sono sentita toccare una gamba e ho udito qualcuno dire “fangina”, che in bolognese vuol dire bambina, mi alzo e dico: “Ma nonno tu non sei in ospedale?”, e mi dice: “Vado via, mi raccomando.” In quel momento suonò il telefono e avvisarono mio padre che mio nonno stava morendo. Da lì ho capito di non essere normale. Le cose inaspettate sono tante, ti posso raccontare l’esperienza che ho avuto quest’anno. Sono finita in ospedale, avevo fatto un percorso che si chiama interconnessione, per mettersi in contatto con le entità antiche, grazie alle quali mi è stato deviato un cancro all’intestino in un ascesso anale. Mi sono alzata una mattina dicendomi che se non avessi fatto qualcosa sarei morta, in quel momento mi ha telefonato una mia amica che mi ha portata al pronto soccorso. Si è messo in moto tutto il cosmo affinché nel giro di pochissimo io fossi sottoposta a intervento d’urgenza, mi hanno detto che avevo dentro una roba grande come un mandarino. In quel momento lì ho riflettuto e ho pensato che quando scegliamo di vivere, lassù ti dicono: “Ok, ti diamo una mano”, il famoso detto “aiutati che Dio ti aiuta”, è così! Dobbiamo cercare di essere empatici tra di noi, di proteggere i deboli e soprattutto di rispettarci.

Irene: Quando è nata l’idea di scrivere il libro?

Elena: Durante un corso con la mia maestra. Stavamo facendo il percorso che si chiama appunto Sefira e che si basa su tutti e 72 i tarocchi di Marsiglia. Avevamo questa stesa di lame, le chiamiamo così perché gli assiro-babilonesi le chiamavano lame. Ho cominciato a pensare. Mi si aprivano delle immagini nella mente. Al mattino dopo mi alzo con gli stessi pensieri, mi giro e vedo questo bagliore di luce che mi dice: “Scrivi, devi scrivere del nostro mondo sulla Terra e far capire che si può arrivare alla vita eterna”. Voi pensate mai alla morte? Pensate che siete fatti per qualcosa di più della morte? Io ho iniziato adesso a capire che non siamo fatti per morire, ma per evolvere, per arrivare al nostro stato di grazia nel quale riusciremo a incarnarci senza passare per la nascita fisica. Quando mi sento dire che gli alieni invidiano la nostra coscienza, penso che sia vero fino a un certo punto. Gli alieni sono molto evoluti; la federazione galattica di luce è di ausilio a quello che è il progetto globale cosmico, cioè di arrivare a dei livelli di serenità interiore. Siamo nati per goderci la vita, successivamente ci siamo mescolati con delle situazioni di una pesantezza assurda e finché non usciamo dal loop di ripetere sempre le stesse situazioni siamo destinati a ritornare. Alla fine ci conosciamo tutti, in altre vite passate abbiamo avuto delle esperienze insieme e quindi magari, man mano che si va avanti, ci sono anime che si affinano e restano insieme per fare dei percorsi, più si va avanti più ci si purifica, più si arriva ad avere delle esperienze di vita più serena, più piacevole. È tutto il sistema che abbiamo creato con i nostri pensieri, con le nostre preoccupazioni che ci sta massacrando, è per quello che è importante iniziare ad applicare bene la legge dell’attrazione che è l’argomento del prossimo libro che ho in progetto.

Domanda: Quindi il pensiero, in questo caso, ha anche la forza di portarti delle malattie?

Elena: Emozioni, direi. Ti faccio l’esempio, l’ascesso anale che ho avuto, scusate se è una posizione un po’ ambigua, di cosa parla? Parla del posto, dell’usurpazione del tuo posto di vita. Avevo una situazione in ufficio massacrante, stavo subendo mobbing. L’ascesso ti dice anche che stai facendo tantissime cose senza nessun risultato e quindi tanto sforzo ma zero premi, chiamiamoli premi. L’infezione significa che la testa rimuginava da tanto tempo; tieni conto che l’intestino è il nostro secondo cervello che in verità definirei anche primo, perché quello che porta all’interno dei suoi sette metri è tutta vita passata. Quindi io sono partita con l’avere il fegato ingrossato perché ero piena di rabbia nei confronti di mio padre e di mia madre, da qui sono scaturite tutta una serie di cose.

Domanda: Ma non sei una persona già parecchio evoluta per capire che era un sintomo che riguardava un determinato ambito? Cioè, mi sembra strano che tu non sia riuscita a evitarlo da prima avendo questa conoscenza.

Elena: Hai ragione, ma sai alla fine sono un essere umano anch’io. Quando sono presa da dispiaceri, reagisco. Arrivo a capire solamente dopo. Se non mi fossi alzata e avessi continuato a non dare retta ai messaggi che arrivavano dalle interconnessioni, adesso non sarei stata qua. Nel momento in cui io ho riguardato le figure che vedevo, perché è una terapia in cui devi spostare degli elementi all’interno di una grafia, continuavo a vedere seggiole, anche dei sederi, dei posteriori e continuavano a dirmi, “c’è troppo sforzo, c’è troppo sforzo e non sei contenta”. Nel momento in cui ho riguardato e ho capito queste dinamiche ho iniziato a darmi la seconda possibilità di vivere. È stato un travaglio, siamo alla fine, quelli che si definiscono guru ma rinnegano la loro carnalità il loro essere umani, fanno più danno che utile. Grazie a questa esperienza posso adesso essere d’aiuto in maniera migliore alle persone che fanno i trattamenti perché le ho vissute; tutte le cose che tratto le ho prima vissute, ho vissuto l’abbandono, ho vissuto il tradimento, so che cosa vuol dire essere picchiati dai propri genitori. Sono tante le situazioni di malessere e cerco di capire per poter aiutare. Il fatto che qualcuno abbia fatto un percorso non lo rende immune dalle prove che deve superare, anzi… è ancora peggio.

Domanda: E invece la reazione delle persone sentendoti dire queste cose?

Elena: Io sono molto tranquilla, ma ho ingoiato tante lacrime amare, c’è molto scetticismo. Sono una persona molto semplice, non mercifico, non mi vendo. Sono una persona di un rigore terribile, il mio maestro francese di terapie quantiche e costellazioni e la mia maestra di Padova, che è una persona speciale, con una potenza enorme e un’umiltà grandissima, lo dicono sempre: “Io sono qua per servizio”. Farei del male alle persone che vengono. Io lavoro molto con i bambini se non sono umile, non entro nella loro energia, farei del danno. Con i bambini parto sempre dalle attivazioni, un percorso di riattivazione di tutta la loro vera energia che si è venuta un po’ a sporcare, è un ripristino energetico della loro anima quando è arrivata in Terra. Tutto il percorso si basa sulla pulizia energetica dei loro organi che compongono la linea fragile che tutti abbiamo, la mia è intestino e fegato; a ogni organo corrisponde un’emozione, noi abbiamo la possibilità di andare a intaccarli con tossine, energia negativa, emozione. Aiutando a riequilibrarli li aiuti a stare meglio, più tranquilli, a prendere sicurezza del loro potenziale. È bello quando vedi che i bambini riescono a tirar fuori il loro potenziale, in una situazione tra l’altro dove c’è una scuola che non insegna più le cose basiche: le sillabe, fare i bordini… per loro è importante avere l’idea della spazio, perdono la manualità, se perdi la mano perdi anche il cervello, perché perdi la sincronicità dei due emisferi che per i bambini di adesso, che sono tutti potenzialmente bambini indaco, o addirittura diamante, diventa pesante.

Irene: Quindi, in conclusione, qual è il messaggio, la speranza che vuole infondere nel cuore del lettore?

Elena: La speranza è soprattutto di non sentirci mai soli, non siamo mai soli anche quando siamo soli. Chiamateli, cercate di riempire il vostro vuoto, perché credo che da chi sta passando questo tipo di situazione, che è bruttissima, si facciano sentire ancora di più. Il messaggio che io voglio dare è quello di usare gli angeli, lasciatevi aiutare e non pensate che togliersi da Dio sia la risposta alle nostre domande; la risposta alle nostre domande è Dio, poi ognuno deve cercarlo nel proprio modo. La Sefira rappresenta tutte le sue energie dentro di noi. Se iniziamo a pensare che siamo Dio, o simili a Dio, iniziamo a usare il suo potere creativo per fare del bene a noi e agli altri, il mondo inizia a cambiare. Vedrete che piano piano, se entrate nell’energia di pulizia, tutto ciò che non va bene per voi viene spazzato in automatico… Persone che non devono più esserci, perderete anche amici, ma a un certo punto se vuoi stare così devi abbassarti e non ha senso perché vorrebbe dire che lui deve continuare ad avere delle energie di basso livello. Lì nascono le invidie, bisogna sempre essere molto umili, l’insegnamento che ci dà Annamaria è essere umili, essere aperti alle persone, non giudicarle, non giudicarci, noi siamo il nostro peggior flagello dobbiamo imparare a perdonarci che non vuol dire: “Tanto son fatto così”, bisogna dire: “Ok, son fatto così, ma cosa posso fare per migliorare?”. Io spero con i miei libri di trattare questo; soprattutto dovete imparare ad accettare la vostra parte oscura. Oggi venendo qua riflettevo su questo, se vuoi fare il bene devi imparare ad accettare e gestire la tua parte di male, quindi la rabbia, la vendetta, siamo tutti esseri umani. Riflettere su fin dove si può arrivare e su fin dove possono spingere i maltrattamenti subiti delle persone nell’infanzia, come noi possiamo aprire dei varchi inspiegabili. Fai questa cosa con il cosmo, ti impunti e lui non ha più la possibilità di fluire; se pian piano ti lasci andare, invece, gli dai la possibilità di aiutarti e di chiedere aiuto. Ti farà fare cambiamenti e ci vuole coraggio a cambiare, è faticoso, ma alle volte è indispensabile, bisogna però darsi i propri tempi per prendersi cura di sé.
Gli angeli usano dei numeri. Noi siamo sulla Terra e dobbiamo stare radicati sulla Terra.
Nel libro c’è la divisione spiegata bene. Sono nove perché nella numerologia il nove rappresenta l’uomo completo che ha vissuto la sua esperienza ai massimi livelli in tutti i campi, affettività, la realizzazione, i talenti, relazioni di tipo amoroso, tutte… Quindi ha un senso che ce ne siano 72 per la Cabala. 7 più 2, 9. 7 è la nostra dimensione, 2 è l’unione maschile femminile, 7+2 fa 9 che è il ciclo completo dell’uomo. Io sono arrivata a canalizzare fino a 83 perché 8 è l’infinito e la giustizia nella Cabala, 3 è la comunicazione e anche lo stare insieme, la famiglia. 8+3 fa 11 che è la massima espressione del divino nella nostra umanità il numero dell’apertura verso la legge dell’attrazione ed è anche uno dei numeri della successione di Fibonacci. 7 leggi universali, il 6 è la scelta, l’innamorato nei tarocchi, l’intraprendere nuovi inizi di consapevolezza.
Le costellazioni familiari mi hanno aiutato molto, le faccio anche individualmente, sono molto forti e vanno gestite molto bene perché vai ad aprire tutti i campi di una costellazione. Si chiama costellazione familiare perché se voi guardate l’astrologia, che è una costellazione, praticamente tutti i settori della vita della ruota del tema natale sono all’interno della nostra famiglia. Aiutano molto perché in base al tuo obiettivo vai a pulire quei rami e quelle radici che si sono incancrenite tanto da creare karma pesante per la tua famiglia, vai quindi a liberarle ma non solo te, liberi 7 generazioni indietro e 7 generazioni avanti, anche se non ci sono figli.

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