Disseminazioni/ Capitolo 8

Le barche di Van Gogh

di Aldo Di Virgilio

La citarono Luca, Marco, Giovanni. Per Luca salutava i sette demoni che le uscivano dal corpo, per Marco piangeva ai piedi della croce, sul Golgota alle 3 del pomeriggio mentre Giovanni glielo fece incontrare dopo la resurrezione, quasi giardiniere o forse guardiano del cimitero, chi lo sa.
Bella, disperata, profumata, capelli lunghissimi e ricci, rossastri, pelle bianca, una ex prostituta redenta, il perfetto modello della prefica con le sue pose sempre parallele al terreno, inginocchiata o sdraiata; Maria di Magdala, dal nome del villaggio sul Lago Tiberiade da dove proveniva.
Al termine della Passione, raccontano, le varie donnette piagnone vennero radunate su barche senza remi e vele, ed affidate all’inclemenza delle acque mediterranee, nella convinzione che perissero tra i flutti. Invece, si narra che, in balia del vento, tali legni attraversarono il mare, raggiungendo le spiagge della Provenza, a Saintes-Maries-De-La-Mer, dove lei, approdata, convertì al Cristianesimo molti francesi e per questo divenne patrona della Provenza. Come delle prostitute, ovviamente, e meno ovviamente dei parrucchieri, grazie ai suoi capelli che asciugarono i piedi di Cristo fuori dal Santo Sepolcro. Il Nostro Salvatore, a dire il vero, ne ebbe paura, se pronunciò la famosa frase “Noli me tangere”, quando lei tentò di sfiorarlo non credendo alla sua materialità risorgiva. Insomma, un rapporto di amore ed odio, lo stesso che nei suoi confronti nutrì l’ordine domenicano, del quale ugualmente divenne la patrona, visto che delle sue spoglie mortali, rinvenute nelle fondamenta della Basilica di Saint-Maximin-Sante-Baume, tali frati si assunsero l’onere della gestione a fini reliquiari. Stanca di tante vicissitudini, gli ultimi trent’anni della presunta esistenza provenzale si costrinse all’eremitaggio nella grotta a monte della basilica, sotto il Pic De Beguines, dove rimase nuda, vestita dei meravigliosi capelli, senza cibo. Ne avevano pietà gli angeli, che scendevano da lei sette volte al giorno, per allietarla con canti celestiali. Passava le giornate così, la nostra Maddalena, tra un pentimento o un’estasi religiosa o forse di altro genere; comunque sia, tra il XV ed il XVII Secolo gli artisti europei crearono un nuovo genere artistico, la “Maddalena Penitente”, sicché la ritrassero in ambienti notturni, crepuscolari, la solita espressione piagnucolosa, eppure sempre bellissima e suadente. Esempi celeberrimi di ciò sono i ritratti di Caravaggio, che la incastrò in una sedia da parto, e di Artemisia Gentileschi che invece la preferì piuttosto scollata e falsamente pudica. Ha a che fare con questa storia persino il pittore Vincent Van Gogh, con le barche da pesca tirate in secco proprio sulla spiaggia di Saintes-Maries-De-La-Mer, un quadro datato 1888.
Nel caotico pellegrinaggio per le strade francesi, lo sfortunato artista visitò proprio questa spiaggetta. Alcuni dicono fosse stato un mero caso, avendo egli soggiornato ad Arles, che si trova nelle vicinanze, mentre per altri la scelta di questo tema non fu casuale, anzi, e lo dimostrerebbe un particolare che, ai più, è sfuggito.
Un particolare, questo particolare, capace di rendere dubbia persino la laicità ritrattistica ostentata dall’artista olandese il quale, in effetti, non si attardò quasi mai su ambientazioni religiose.
Il particolare al quale mi riferisco sono, appunto, le barche tirate in secco sulla spiaggia di Saintes-Maries-De-La-Mer.
Sono barche particolari, queste barche, non sono le solite barche dei pescatori che si troverebbero sul bordo dei mari; non hanno remi e vele.
Già… Niente remi e vele.
Come le barche che, forse, condussero Maria Maddalena ed il suo seguito proprio su quella spiaggia, tanti secoli prima.
Quello che dico, quello che voglio dire, è che tutto questo, la leggenda ed il mistero intorno alla figura di una donna divenuta nota grazie alle migliaia di rappresentazioni che le tributarono i pittori di ogni epoca, decretandone una fama planetaria seconda solo a quella della triade benedetta (Dio, Cristo e la Madonna), dipende da alcune scarne citazioni che del suddetto personaggio si trovano nella Bibbia. Nell’antica vicenda letteraria la nostra Maria Maddalena, infatti, rientra tra i personaggi secondari. Capito? Secondari.
Ecco, la Bibbia, senz’altro il capolavoro letterario meglio concepito della storia umana, tramite Maria Maddalena ci ha fornito un emblematico esempio di come i personaggi secondari siano poi quelli che segnano la svolta. Un lettore oramai esperto, abituato a tutti i possibili colpi di scena, non si aspetterà mai che l’evento decisivo arrivi dal personaggio principale, perché nei confronti di chi si è sovraesposto sviluppa resistenza, insensibilità o magari antipatia. Allora, per evitare questo pericolosissimo sentimento di noia, che nasce quando ormai la storia volge al termine, bisogna affidare le svolte clamorose, le sorprese più sconvolgenti, ai personaggi secondari; a quelli, cioè, che si sono visti poco, ma sempre nei momenti topici, in modo che non scompaiano dal ricordo ma nemmeno saturino la memoria.

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