Il dito nella piaga

15,00

 «Esiste un modo “corretto” di leggere questo libro ritenuto sacro?»

Con questo saggio critico, Daniele Da Ponte ci porta alla scoperta di un nuovo modo di guardare al Pentateuco, i primi cinque libri della Bibbia. Sagace, avvincente, graffiante e a tratti “scomodo”: il testo propone
non solo una visione controcorrente delle Sacre Scritture, ma anche un interessante e strutturato
excursus storico sulle varie teogonie delle prime civiltà, a partire da quella Sumera.
Riferendosi a testi di studiosi affermati, Da Ponte continua la tradizione di “voce fuori dal coro” che,
molte volte nella storia, ha portato a brillanti intuizioni, mostrando punti di vista che hanno costruito
una prospettiva originale circa gli argomenti più complessi e disparati.

Daniele Da Ponte è nato a Belluno il 9 agosto 1975. Dal 2008 è ricercatore indipendente: ha condotto appassionati studi di carattere religioso e storico. Il dito nella piaga è il saggio d’esordio in cui propone la sua personale critica circa gli insegnamenti della religione cattolica.

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 11 × 19.5 cm
Copertina

Brossura

Pagine

336

Codice ISBN

9788894315523

Prima edizione

Maggio 2018

Recensioni

  1. Veronica

    “Il dito nella piaga” è il saggio d’esordio dello scrittore Daniele Da Ponte, in cui analizza criticamente il Pentateuco, cioè i primi cinque libri della Bibbia. La necessità di comporre questo testo nasce dalle parecchie domande che gli sorgono nel momento in cui si approccia alle sacre scritture: a causa delle tante contraddizioni interne di cui sono permeate, e anche a causa della tradizionale e duplice interpretazione (a tratti letterale, a tratti metaforica, dunque, appunto, da interpretare) data da teologi ed esperti vari nel corso della storia millenaria del testo. Lo scopo ultimo è quello di scardinare, riportando direttamente passo passo il testo biblico, l’immagine tradizionale di un dio buono, misericordioso e onnipotente di cui in realtà non ci sarebbe nessuna traccia in questa parte del testo la quale è però nota a tutti come la colonna portante della fede cristiana.
    Interessante il modo di procedere analitico e puntuale che coinvolge il lettore, il quale è costretto a guardare al testo sorvolando su ogni nozione dogmatica che gli è stata inculcata, arrivando al significato puro delle parole, operazione che causa in chi legge un forte, ma sano e propositivo, senso di straniamento.
    Particolarmente utile per far sì che il lettore possa farsi una propria personale opinione è l’appendice in cui sono riportate le interviste fatte ad alcune persone con una particolare conoscenza del testo biblico, (un pastore della chiesa evangelica, un responsabile dei testimoni di Geova, un professore di lingua e letteratura ebraica, un insegnante di religione cattolica nei licei e un rabbino).
    Dunque consiglio caldamente la lettura di questo saggio, che non impone una propria opinione ma che permette a chiunque, credenti e non, di affrontare in modo diverso nozioni storicamente indiscutibili.

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