Memorie di un ginnasta quasi olimpico

14,00

“UN BAGNO DI ADRENALINA E ORMONI, PASSIONE E AMORE; LÌ LO SCHIFO DELLO SPORT NON ARRIVAVA. SI RESPIRAVA UN’ARIA PUZZOLENTE, MA PULITA.”

In questa autobiografia Carlo Ravaioli mette a nudo l’esperienza di una vita dedita alla sua più grande passione: la ginnastica artistica. Partendo dall’infanzia, l’autore racconta con grande umorismo i sacrifici, le ossa rotte, le rinunce e una grande dedizione. Memorie di un ginnasta quasi olimpico è amore per lo sport, disciplina personale e spirito di squadra, ma anche il lato più oscuro dell’agonismo e il ricordo di una gioventù spensierata e un po’ ribelle, piena di piccole e grandi tragedie.

L’autore
Carlo Ravaioli è più vicino ai sessanta che ai cinquanta. Vive abbastanza serenamente vicino a Bologna. Si è sposato, anni fa, dopodiché ha avuto due figli maschi. Memorie d’un ginnasta quasi olimpico è il suo primo romanzo.

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Informazioni aggiuntive

Dimensioni 19.5 × 11 cm
Copertina

Brossura

Pagine

208

Codice ISBN

9788894448214

Prima edizione

Maggio 2019

Recensioni

  1. Giulio Zambon

    Carlo Ravaioli scrive come se eseguisse un volteggio: la sua penna è elegante, limpida. Si termina ogni paragrafo con la coscienza di aver assistito a un piccolo, perfetto miracolo. E per riviverlo non occorre sfogliare all’indietro le pagine: basta passare al paragrafo successivo, e a quello dopo ancora. Volendo spiare il dietro-le-quinte di questo miracolo, si troverebbero una sapientissima punteggiatura, una scelta gustosa di terminologie ed espressioni, una generosa ironia. Ravaioli sa parlare di morte e di bevande gassate, di fatica e di taxi sovietici. I suoi personaggi sono dipinti come avrebbe fatto Monet: a sapienti, rapide, incisive pennellate. A tratti ricorda la profonda leggerezza di Benni, i suoi richiami extraletterari, ma il tutto si condensa in un’opera dal sapore inedito, personale. Le mani che hanno scritto “Memorie di un ginnasta quasi olimpico” sono mani martoriate dalle migliaia di ore di allenamenti, ma che hanno saputo mantenersi leggere, agili. E la leggerezza si avverte con precisione leggendo questo libro, che sa trattare argomenti impegnativi con il giusto tatto, che sa porgere le sventure e le vittorie della vita con sincerità e piacevole schiettezza. Si termina di leggere “Memorie di un ginnasta quasi olimpico” con la sensazione di aver guardato un film di Woody Allen e di Stanley Kubrick insieme: intelligente allegria e approfondito sguardo, ironia tagliente e scorci crudi e improvvisi su quel misterioso groviglio di dolore e gioia che è la vita.

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